Privacy Letters #88
Si accende la corsa al miglior modello di IA con Kimi K3 . Chatcontrol inizia la rivolta.
Dal canale #88, inviato lungo percorsi paralleli e dimenticati. Ecco ciò che rimane:
Kimi K3
Paradosso ChatControl
Kimi K3 : L’IA cinese che sta scuotendo il mondo
La frenetica corsa per dominare il settore dell’intelligenza artificiale generativa ha un nuovo leader. Si chiama Kimi K3 ed è nato nei laboratori della startup cinese Moonshot AI. Il modello ha attirato notevole attenzione nel settore dopo che l’azienda ha pubblicato i risultati di test prestazionali che lo collocano a livelli di Anthropic, Claude Fable 5, GPT5.6 Sol pur costando meno. La sua natura open source — che significa che il suo funzionamento interno può essere ispezionato e modificato da qualsiasi utente — lo rende un formidabile rivale dei modelli proprietari di Google (Gemini), OpenAI (ChatGPT), Anthropic (Claude) e Microsoft (Copilot).
Alla guida dell'azienda c'è il trentiquattrenne Yang Zhilin, passato dall'Università Carnegie Mellon in Pennsylvania, appassionato di rock (il nome della startup deriverebbe dal suo amore per l'album The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd) e noto per aver firmato articoli scientifici insieme alle "rockstar" dell'IA Yoshua Bengio e Yann LeCun.
Era umile, brillante e molto talentuoso”, racconta Ruslan Salakhutdinov, ex direttore dell’intelligenza artificiale di Apple e suo professore alla Carnegie Mellon nel 2019.
“Avrebbe potuto rimanere negli Stati Uniti e diventare professore in una grande università, ma voleva correre il rischio di tornare in Cina per fondare una startup. Mi disse che, se non lo avesse fatto, se ne sarebbe pentito.”
Il lancio di Kimi K3, disponibile dal 27 luglio, riporta ancora una volta la Cina nella corsa dei modelli IA. Il gigante asiatico aveva fatto un ingresso deciso nel gennaio 2025 con DeepSeek, un modello che si era adattato alle restrizioni statunitensi sull’esportazione di chip e aveva sfidato le principali aziende del settore. Nel giugno, un'altra startup cinese, Z.ai, aveva lanciato GLM-5.2, un modello capace di competere con diversi modelli di riferimento. Sebbene l’industria dell’IA generativa registri sviluppi quasi ogni settimana, da allora nulla proveniente dalla Cina aveva suscitato tanto clamore, almeno fino alle prime ore del 16 luglio, quando Moonshot AI, azienda fondata nel 2023, ha presentato il suo nuovo modello.
Il modello Kimi K3 è stato sviluppato con 2,8 trilioni di parametri, ossia le variabili che vengono regolate durante l’addestramento. Questo lo rende il più grande modello open source al mondo (il più grande modello di DeepSeek dispone di 1,6 trilioni di parametri). I pesi associati a questi parametri sono stati resi pubblici: qualsiasi ricercatore, istituzione o azienda potrà prendere il codice di Kimi K3 e adattarlo alle proprie esigenze per realizzare strumenti personalizzati, proprio come già avviene con i modelli DeepSeek o con i modelli Llama di Meta.
Kimi K3 ha dimostrato prestazioni particolarmente elevate nella programmazione. Si è classificato al primo posto nella classifica LLM Arena per la creazione di interfacce online. Ha inoltre ottenuto punteggi elevati in altre attività di sviluppo software, raggiungendo livelli paragonabili a quelli di OpenAI e Anthropic. Ad esempio, è in grado di generare un ambiente tridimensionale interattivo e utilizzabile partendo da una singola fotografia. Il modello K3 elabora un milione di token — le unità fondamentali del testo — in un’unica operazione, consentendogli di lavorare con insiemi di dati molto estesi senza perdere precisione.
Moonshot AI afferma tuttavia che tutta questa potenza di calcolo non viene utilizzata per rispondere a ogni richiesta. Il modello incorpora un sistema che attiva soltanto i sottoinsiemi di parametri necessari per rispondere a ciascun quesito. Gli esperti raccomandano di esplorare questo approccio per migliorare l’efficienza dei modelli di IA: così come non è necessario leggere l’intera Enciclopedia Britannica per rispondere alla domanda su quando sia nato Pablo Picasso, allo stesso modo non è necessario elaborare tutti i parametri ogni volta che viene richiesta un’attività specifica. Maggiore è il numero di parametri coinvolti in ogni operazione, maggiore è il consumo energetico; evitare di attivarli tutti ogni volta consentirebbe risparmi significativi.
Implicazioni economiche e geopolitiche
L’emergere di Kimi K3 non significa soltanto che la Cina sta tornando a guidare il settore. Potrebbe anche avere profonde implicazioni per il mercato dell’intelligenza artificiale. Il modello open source K3 offre prestazioni superiori rispetto ai migliori modelli proprietari (a codice chiuso), come Claude Fable. «Quando il miglior modello open weight supera il miglior modello closed-source, come può Anthropic giustificare il prezzo di Fable? Perché qualcuno dovrebbe pagarlo?», ha scritto su X Xiaowin Qu, ex manager di Meta ed imprenditore nel settore dell’IA.
Dal punto di vista geopolitico, le elevate prestazioni di Kimi K3 dimostrano inoltre che il divieto imposto dagli Stati Uniti sulla vendita dei chip Nvidia alla Cina, ampiamente considerati i migliori al mondo , non è stato sufficiente a fermare i progressi del gigante asiatico in questo settore. Da diversi anni appunto gli Stati Uniti cercano di limitare le esportazioni verso la Cina dei semiconduttori più avanzati, invocando motivi di sicurezza nazionale. Ciò che sorprende è quindi come gli ingegneri cinesi riescano a capire ed utilizzare ciò che hanno a disposizione, chip di qualità inferiore e meno potenti. L'hardware cinese comunque sta migliorando, anche se l'ecosistema software e di sviluppo rimane meno maturo rispetto a quello di Nvidia.
I progressi dei modelli cinesi dunque riflettono diversi fattori, tra cui il talento degli ingegneri, l'architettura del modello, il post-addestramento, l'utilizzo efficiente delle risorse informatiche disponibili e la rapidità di iterazione.
La presentazione del modello K3 è coincisa con il lancio di un’organizzazione internazionale per la governance dell’intelligenza artificiale guidata dalla Cina. La World Artificial Intelligence Cooperation Organization (WAICO) comprende circa 30 Paesi, tra cui Russia, Pakistan, Indonesia, Brasile, Cuba e Venezuela.
«Si tratta di un’importante iniziativa della Cina per rispondere all’appello del Sud Globale e unire la comunità internazionale nel promuovere con vigore lo sviluppo e la governance dell’intelligenza artificiale», ha dichiarato venerdì scorso il presidente cinese Xi Jinping.
Presidente cinese che era presente durante la conferenza sull’intelligenza artificiale di Shanghai, nel corso della quale è stato presentato Kimi K3, ha anche aggiunto che:
“Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non deve essere opera di un solo Paese, ma una sinfonia di cooperazione internazionale”, aggiungendo che la Cina è “pronta a collaborare con tutte le parti per cogliere le opportunità offerte dallo sviluppo dell’IA”.
C’è anche la questione legata al fatto che i modelli cinesi siano open source mentre quelli americani sono closed. Questa strategia comporta anche vantaggi geopolitici. Man mano che un numero crescente di sviluppatori e aziende costruisce applicazioni basate sui modelli di IA cinesi, questi sistemi si radicano sempre più in diversi settori e Paesi, offrendo potenzialmente a Pechino una maggiore influenza tecnologica all'estero. Questa strategia sta però mettendo a disagio i funzionari statunitensi. Secondo alcune indiscrezioni, la Casa Bianca starebbe valutando la possibilità di limitare i modelli open-weight cinesi inserendo i laboratori di IA cinesi nella propria Entity List, interrompendo di fatto l’accesso statunitense a tali modelli senza una specifica autorizzazione.
La scorsa settimana, inoltre, l’amministrazione Trump ha accusato Moonshot AI di aver effettuato la cosiddetta “distillazione” della conoscenza dei modelli americani, un processo attraverso il quale gli sviluppatori utilizzano milioni di interazioni con modelli esistenti per addestrare i propri sistemi. Moonshot ovviamente ha respinto le accuse.
L’ipotesi di vietare i modelli open-weight cinesi ha evidenziato una divisione all’interno dell’industria tecnologica statunitense. Venerdì, oltre venti aziende — tra cui Microsoft e Nvidia, che beneficiano dei modelli aperti perché aumentano la domanda dei loro servizi cloud e dei loro chip — hanno firmato una lettera invitando l’amministrazione a non imporre restrizioni.
Secondo queste aziende, un eventuale divieto ridurrebbe la concorrenza.
Tra i firmatari mancava Anthropic, una delle principali aziende del settore e l’unico grande laboratorio di IA a non aderire all’iniziativa.
I sostenitori dei sistemi di IA chiusi vedono però la questione in modo diverso, soprattutto dal punto di vista della cybersecurity.
In un post pubblicato lunedì sul proprio blog, il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha sostenuto che, una volta rilasciato un modello open-weight, i suoi creatori perdono la capacità di revocarne l’accesso, applicare misure di sicurezza o impedirne l’uso improprio. Il controllo passa a chiunque scarichi il modello, rendendo molto più difficile garantire che la tecnologia venga utilizzata in modo responsabile.
Dal punto di vista dell’utilizzo, Kimi K3 è già accessibile gratuitamente tramite il sito kimi.com, in un’interfaccia che ricorda quella di ChatGPT: un campo di inserimento del testo, una selezione del modello e strumenti integrati (ricerca approfondita, documenti, presentazioni).
Il selettore consente di regolare il livello di sforzo di ragionamento del modello, in modo simile alla modalità “pensiero” di ChatGPT, e di passare a K3 Swarm per l’elaborazione in batch.
Paradosso Chat Control
Inutile dirvi cos’è il chat control, potete semplicemente ritrovare tutto quello che concerne questa stupida legge nelle lettere scritte in passato che trovi qui sotto :
Giovedì 23 luglio, il Consiglio ha approvato in via definitiva la modifica del testo che autorizza nuovamente le piattaforme di messaggistica ad analizzare i messaggi privati degli utenti per individuare contenuti pedopornografici. Le comunicazioni protette da crittografia end-to-end non sono interessate dalla misura. L’adozione di questa misura temporanea non autorizzerà quindi la scansione dei messaggi privati su WhatsApp, Signal, iMessage e Messenger, dove le conversazioni sono automaticamente protette dalla crittografia end-to-end. Lo stesso vale per le chat segrete di Telegram, anch’esse cifrate end-to-end. Va ricordato, invece, che Instagram non offre più la crittografia end-to-end dalle modifiche introdotte lo scorso maggio.
Appena due giorni dopo ovvero il 25 luglio, un cybercriminale ha rivendicato la pubblicazione di un archivio contenente i dati personali di 24 eurodeputati francesi, che considera favorevoli al provvedimento o responsabili del suo mantenimento.
Indirizzi privati, numeri di telefono, indirizzi e-mail e fotografie sarebbero stati raccolti per ciascun rappresentante politico. Non si tratterebbe tuttavia di una violazione diretta dei sistemi del Parlamento europeo, bensì principalmente di informazioni provenienti da precedenti fughe di dati e successivamente raggruppate per singola persona.
Diversi parlamentari coinvolti avrebbero presentato una segnalazione a PHAROS, la piattaforma francese per la segnalazione di contenuti illeciti.
Il giorno successivo è stato pubblicato gratuitamente, su un forum cybercriminale, un altro archivio presentato come contenente le informazioni di 111.528 dipendenti del Ministero dell’Interno francese, che riguarderebbe soprattutto membri della Gendarmerie nationale. Il database comprenderebbe nomi, identificativi interni e indirizzi e-mail professionali e, in alcuni casi, anche personali.
I dati raccolti dallo Stato possono trasformarsi in un’arma contro lo Stato stesso
Il messaggio che accompagnava il database rivendicato riassume la logica dell’operazione:
«Abbandonate immediatamente e definitivamente il progetto Chat Control [...] Sappiate che abbiamo già individuato le vulnerabilità dei vostri sistemi.»
Gruppo LunarisSec
Successivamente, il gruppo LunarisSec ha rivolto un ultimatum separato all’Unione europea. Chiede l’abbandono di Chat Control, la tutela della crittografia end-to-end e una maggiore trasparenza nella condivisione dei dati. Il gruppo afferma inoltre di aver individuato vulnerabilità in diversi sistemi europei, senza tuttavia fornire prove tecniche a sostegno delle proprie affermazioni.
Lo Stato può imporre per legge l’identificazione degli utenti, la raccolta dei dati e l’analisi delle comunicazioni, ma questo monopolio della coercizione non protegge i suoi rappresentanti dalla realtà tecnica di Internet. Al di fuori delle loro funzioni, parlamentari e funzionari restano individui che utilizzano gli stessi servizi di messaggistica e dipendono dagli stessi database vulnerabili del resto della popolazione.
Il doxing non diventa legittimo solo perché prende di mira rappresentanti pubblici, tanto più che i 111.528 agenti esposti non sono responsabili della normativa europea. Tuttavia, queste operazioni impongono bruscamente ai decisori politici una realtà che possono ignorare quando a essere coinvolti sono soltanto i dati dei cittadini.
Uno Stato può approvare leggi che aumentano la sorveglianza, ma non può legiferare contro le fughe di dati. Più trasforma Internet in un’infrastruttura di identificazione e controllo, più crea archivi che possono essere utilizzati contro i suoi stessi rappresentanti. Chat Control pretende di rafforzare la sicurezza riducendo la privacy, mentre la privacy costituisce essa stessa una forma di protezione e un presupposto essenziale per il corretto funzionamento di una democrazia.








